In attesa di scoprire i confini di questa nuova “normalità anormale”, le comunità collaborative stanno provando a dare un pezzo di risposta, riposizionandosi nell’emergenza e mettendo a disposizione le proprie competenze e il proprio know how. Un esempio su tutti, nel senso che rappresenta bene gli sforzi delle tante organizzazioni collaborative e che riprende l’incipit del post, è quanto fatto ad Alessandria dalla community di Lab121 (www.lab121.org). Associazione di promozione sociale, una no-profit per il profit, come ama definirsi, Lab121 (coworking, FabLab e promotore di Espresso Coworking) ha messo in campo una reazione a più livelli concettualmente distinti ma intimamente connessi…

 

In questo articolo uscito su Collaboriamo abbiamo raccontato le prime iniziative promosse durante il lockdown per

 

  • Sostenere i membri della community sotto il profilo professionale e personale, attraverso call settimanali e momenti dedicati al confronto e all’ascolto;
  • Rispondere all’emergenza sanitaria attraverso la raccolta di maschere da sub e la realizzazione tramite stampa 3d di raccordi da destinare all’ospedale cittadino per la terapia sub-intensiva;
  • Promuovere una survey sull’impatto economico del covid19 di concerto con il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università del Piemonte Orientale;
  • Sviluppare, di concerto con diverse organizzazioni e gruppi cittadini, strumenti utili alla cittadinanza per convivere con il distanziamento sociale come la piattaforma Covid19Alessandria.help, la prima sviluppata da volontari a livello locale (un portale, ispirato a Covid19italia.help, dove aggregare tutte le informazioni utili al tempo del coronavirus, dalla consegna a domicilio della spesa, ai trasporti locali fino alla segnalazione di situazioni di emergenza).

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