Social network e personal branding per posizionarsi sul mercato del lavoro

Posizionarsi sul mercato, conquistare nuovi target commerciali, trovare lavoro o cambiarlo, aprirsi nuove prospettive lavorative, magari come freelance. Per farlo oggi sono richieste non solo competenze ma anche visibilità e ottima reputazione, soprattutto sul web.
Occorre un brand personale o aziendale forte e chiaramente riconoscibile. Offline e online.
Ma online può essere più difficile costruirlo, perché bisogna saper padroneggiare lo strumento principe, i social network.

Per cominciare a masticarne qualcosa si può frequentare il corso di lab121 Introduzione ai social network e al personal branding, in programma per sabato 10 maggio.

I docenti del corso fanno parte di Socializzami – agenzia di comunicazione specializzata in social network e ufficio stampa.
Abbiamo posto alcune domande ai soci dell’agenzia.

Da anni vi occupate di Personal branding, come giudicate i cambiamenti vissuti dalla comunicazione del mondo web negli ultimi anni?
Finalmente siamo tornati a comunicare anche sul web, abbiamo cioè abbandonato lo stile decisamente autoreferenziale che caratterizzava la comunicazione web nei primi anni, molto legata al modello unidirezionale, quello che l’americano James Grunig che, ricordiamolo, è il padre delle relazioni pubbliche, descrive nei primi due modelli (press agentry e public information) tipici della comunicazione corporate ai suoi albori, più di un secolo fa.
Ovviamente il web è molto più giovane di altri media come la carta stampata e quindi la comunicazione online ha dovuto, nel giro di pochi anni, fare il percorso di crescita che le relazioni pubbliche hanno compiuto in decenni. Per fortuna i social network hanno contribuito a dare rapidamente una svolta positiva. Una volta si informava, ora si interagisce: i contenuti rispondono ai bisogni di chi ascolta/osserva, lo coinvolgono a partecipare, condividere e diffondere il messaggio che riceve.
Alcune delle parole chiave del momento sono engagement (coinvolgimento), share (condivisione), lead (potenziali clienti/nicchie di mercato).
In particolare, il 2014 è l’anno dei contenuti, ma anche della sintesi, del visual (le immagini) e dello storytelling (le emozioni).
Dalle informazioni alle emozioni: è stata fatta veramente molta strada.

Perché è importante essere presenti nel mondo social?
Perché l’opportunità tra essere riconosciuti esperti o influencer in una piazza, diventa esponenziale sul web.
Se anche il Papa dall’agosto 2013 ha un account social (@Pontifex) qualche cosa vorrà dire, tra l’altro è il personaggio pubblico più ritwittato al mondo.

A chi si rivolge il vostro corso?
Questo corso risponde alle esigenze di chi già è presente on line, ha un messaggio da comunicare e ha semplicemente la necessità di focalizzare che cosa raccontare di sé per raggiungere i propri obiettivi professionali o personali.
Una persona è una persona, anche dietro un avatar di Facebook o un profilo professionale su LinkedIn: sui social come nel mondo reale. Focalizzare gli obiettivi, significa comunicarsi in modo coerente, mirato e misurabile on line.
Ciò non toglie che in futuro potremmo anche organizzare corsi per chi non ha ancora una presenza online e desidera essere guidato nella sua costruzione fin dai primi passi.
In provincia di Alessandria esistono tante piccole realtà economiche, aziende, agenzie, studi, che lavorano molto e bene e potrebbero senz’altro beneficiare di una presenza sul web curata e mirata ai loro pubblici di riferimento.

Principali vantaggi, svantaggi e rischi dell’essere o non essere sui social media?
Un vantaggio è senz’altro quello di potersi creare una “buona” web reputation nel settore di interesse, tale da permettere di non doversi proporre sul tema, bensì di innescare una marketing passivo, con modalità pull anziché push.
Un buon esempio di questo modus operandi è Richard Romagnoli, Master di Yoga della risata: Richard posta su Facebook sulle tematiche sulla serendipità e sul sorriso, molti dei suoi contenuti gli vengono inviati direttamente dai fan che lo seguono e il marchio di moda happiness gli ha dedicato una t-shirt, insomma catalizza.

Il rischio che più spaventa i neofiti è quello di fare “brutta figura sui social”. Si tratta di canali di diffusione potenti nel bene e nel male. Epocale Mario Monti che su twitter lancia «Wow!!» e faccine o McDonald’s che ha lanciato #McDStories subito preso d’assalto da chi il burger non lo mangia con tweet davvero dannosi. Per non incorrere in topiche come queste è importante non improvvisarsi, essere preparati e, se necessario, ricorrere alla collaborazione di chi è più esperto.

Il rischio più grosso, tuttavia, è quello di ignorare, per paura, questa dimensione, finendo così per non esistere per una vasta fetta di pubblico che ha a disposizione solo il web per conoscerci. Il consiglio è quindi di non rinunciare a priori ma valutare bene che tipo di intervento può essere adeguato alla propria realtà e ai propri fini e rivolgersi a chi è competente.

Per informazioni sul corso e iscrizioni:
lab121
via Verona 17
15121 Alessandria
formazione@lab121.org

Per contattare Socializzami, che offre gratuitamente la prima consulenza, scrivere a socializzami@gmail.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu