A workable social!

Siamo ormai tutti dotati di un account Facebook e abbiamo sentito parlare di Twitter, Linkedin e forse anche di Foursquare, ma cosa sono davvero e soprattutto a cosa servono (se servono…)?

I social network sono prima di tutto una nuova forma di comunicazione, una rivoluzione nella rivoluzione del web che da unidirezionale è diventato interattivo, il famigerato 2.0.

Ogni social network permette ai propri iscritti di comunicare con le persone più vicine per gusti e interessi ed è per questo che ognuno di essi nasce con uno scopo ben preciso, a partire dal più famoso e discusso Facebook, creato per permettere ai compagni di università di restare in contatto e diventato un vero e proprio universo virtuale con 600 milioni di iscritti in tutto il mondo, di cui più o meno 17.000.000 solo in Italia. Twitter, che sta crescendo molto anche nel nostro Paese, si rivela, grazie alla sua caratteristica principale di essere usato in real time, molto efficace nella diffusione delle notizie. Non a caso, la sua fortuna esplode con la rivoluzione iraniana del 2009 quando si è affermata come “la voce degli insorti”. Il terzo che esamineremo nelle prossime “pillole” è Linkedin, l’unico che nasce a scopo prettamente professionale e che nelle ultime settimane è stato anche quotato in borsa con successo.

Anche se Linkedin è l’unico nato espressamente allo scopo di creare legami professionali, sono persuasa che i tre social network sopraccitati abbiano tutti importanti risvolti per il nostro lavoro. Prima di tutto, perché sono diventati nel bene e nel male il nostro primo biglietto da visita: a ognuno di noi sarà capitato di andare a cercare su internet qualcuno che ci è stato presentato come potenziale collaboratore o cliente. In secondo luogo, perché, proprio grazie alla capacità di unire persone che condividono gusti, opinioni e interessi simili, i social network riescono ad allargare la nostra cerchia di contatti. Attenzione, non uso la parola “amici” proprio perché considero questo termine, nella sua classica accezione, fuorviante. Dietro i nostri contatti sul web si nascondono preziose opportunità, non solo di vere collaborazioni, ma anche di approfondimento e, perché no, di divertimento! Il terzo motivo per cui ritengo sia meglio essere presente su almeno uno di questi social network è che in un mondo dominato dallo scambio e da quella che viene definita weconomy l’apertura sia un valore in sé e che, se gestita correttamente, possa portare buoni frutti.

Detto questo, non significa che ognuno di noi abbia l’obbligo di essere onnipresente, anche perché è fondamentale che vi sia aderenza tra il contenuto e il contenitore, quindi la cosa migliore è concentrarsi sul mezzo che più consideriamo nelle nostre corde e che più siamo in grado di gestire. Infatti, se si vogliono ottenere dei risultati dalla presenza in rete, è importante che essa sia costante, credibile e trasparente. Per fare questo, è necessario quindi impegnare una parte del proprio tempo… a meno di non volersi affidare a professionisti capaci 😉

Giulia Devani

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